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LA STORIA DI PIOBESI È ARANCIONE SPERANZA - CON RINALDO MERLONE

Piobesi ha una storia straordinaria. In questo periodo di isolamento, vogliamo ricordarla in un modo tutto nuovo. Racconteremo delle storie, degli aneddoti del nostro territorio che prima non conoscevamo. Grazie al dott. Rinaldo Merlone che ha accettato di offrire un nuovo servizio alla comunità. Siamo sicuri che ricordare le radici del nostro territorio ci aiuterà ad affrontare con maggiore speranza questo momento di zona arancione.






Origine del nome di Piobesi (toponomastica) e note di onomastica sui primi suoi abitanti


Molti ritengono che il nome di Piobesi derivi da pioppo, in quanto lo stemma comunale a partire dal 1541 reca questo simbolo e dal fatto che lungo il torrente Chisola, da tempi immemorabili, crescono questi alberi autoctoni, un tempo denominati “piope”.
Tale ipotesi è però difficile da dimostrare, in quanto in latino il termine pioppo suona come popolus o populi e quindi non riconducibile a Piobesi.

Altri pensano che il nome risalga all’età romana – fatto assai probabile – e che Piobesi fosse allora una “villa pubblica rustica” inserita nell’ambito di un ager publicus di Torino (Augusta Taurinorum), ossia di territori pubblici abitati da servi che erano stati affrancati. Sussistono prove certe che sul sito, ove sono situati la chiesa plebana di San Giovanni e l’attuale cimitero, vi era un insediamento romano risalente probabilmente a un sito preistorico. Qui venne trovata una lapide sepolcrale – ora conservata al Museo di antichità di Torino – che ricorda la tomba di C[aius] Publicius Attianus, figlio di C[aius] Publicius Evhodus. Da questa famiglia potrebbe appunto derivare il nome di Piobesi. Nel caso ciò fosse vero, viene dimostrata l’ipotesi che il toponimo di Piobesi derivi dalla “gens” dei Publicii, importante famiglia romana.

Lo scultore Tancredi Pozzi, residente a Piobesi, aveva proposto di cambiare lo stemma in una raffigurazione più aulica che ricordasse le origine romane del territorio (1) e che viene qui riprodotto.






La documentazione conservata riporta per la prima volta il nome Piobesi nella forma latina di Publice, in un documento risalente circa al 981, seguito da numerosi altri dei secoli XI-XIII.
Nei secoli XIII-XIV compare anche nella forma Publice o Publiciis o Publiciarum. Nel XIII secolo si trova pure Poblice e nei secoli successivi è presente nella forma di Piobes o Piubesi, da cui Piobesi.Divenne Piobesi Torinese con regio decreto del 21 dicembre 1862. In foto lo stemma del Comune di Piobesi riportato per la prima volta nel Catasto del XVI secolo. Le armi del comune erano pure raffigurate sul vecchio edificio comunale e sulla ala pubblica, demoliti per far posto all'attuale piazzale.







Prima di passare in rassegna alcuni nomi romani accertati in Piobesi, può essere utile illustrare brevemente il sistema onomastico degli stessi romani, sintetizzabile nel concetto dei tria nomina, ossia dei “tre nomi”(2). In età arcaica si usava spesso un solo nome, ad esempio Romolo, oppure due, come Tito Tazio. Ma in seguito l’aristocrazia senatoria impose l’uso dei tre nomi: il praenomen (o nome proprio), il nomen (cioè quello della gens o clan a cui si apparteneva, era il “nome gentilizio”) e il cognomen ( in origine semplice soprannome e poi trasmesso di padre in figlio). Esempio classico di questa onomastica può essere quello di Marco Tullio Cicerone: Marcus (praenomen),Tullius (nomen, appartenente cioè alla gens Tullia), Cicero (un antenato del grande oratore aveva un’escrescenza carnosa sul naso, forse una verruca, che ricordava la forma di un cece, cicer, di qui appunto il cognomen o soprannome Cicerone).

Dunque, in epoca romana nomi personali (praenomina) in uso a Piobesi e documentati dalle epigrafi rinvenute, erano i seguenti (3):
Caius
Clemens
Quartus
Publius

I nomi della gens (nomina), accertati in Piobesi, erano:
Publicii (presenti nella lapide ora presso il Museo di antichità di Torino)
Vennonii (segnalati dalla lapide celebrativa affissa sulla facciata della chiesa di San Giovanni).

I soprannomi (cognomina) in uso erano invece i seguenti:
Attianus (di Azio)
Evhodus (buon camminatore)
Verus (autentico, sincero)
Ticinius (del Ticino).

Iscrizione rinvenuta nei campi di Piobesi nel sito dell'antico insediamento romano: si deduce la presenza della gens dei Publicii





- Rinaldo Merlone



(1) Ringrazio l’amico scultore Elio Garis di Vigone, che mi ha riprodotto l’arma gentilizia ideata da Pozzi

(2) Ringrazio la dott.sa Carla Casalegno, docente di lettere latine, per aver collaborato nella parte relativa alla onomastica romana

(3) Va segnalato che nulla è possibile dire a proposito dei nomi della popolazione residente, della quale non si conservano

testimonianze epigrafiche